Pizzo Calabro, o semplicemente Pizzo (u Pìzzu in calabrese), è conosciuta ed apprezzata per la bellezza dei luoghi, delle spiagge e del suo mare, limpido e cristallino, oltre che per il famoso tartufo e per la qualità gelatiera in generale, tant'è che viene definita la "città del gelato".

La cittadina si presenta come un borgo arroccato su di un promontorio tufaceo della costa tirrenica, la "Costa degli Dei", al centro del Golfo di Sant'Eufemia. È un labirinto di stradine, case addossate le une alle altre, vicoli stretti, piazzali, sottopassaggi, antichi palazzi nobiliari e scale che si arrampicano verso il mare. Rocce e colori ci entrano negli occhi, mentre il mare ci accarezza il corpo e gli odori di ulivi e vigneti ci sconquassano l’olfatto.

Molto bella e caratteristica la spiaggia della Seggiola, piccolo fiordo al centro del masso tufaceo su cui è arroccato l'abitato su cui domina il Castello Aragonese eretto nella seconda metà del XV secolo da Ferdinando I d'Aragona e la Marina, graziosa località balneare nonché ritrovo notturno. Tuffarsi alle 7 del mattino, nello splendido mare a cui si accede da questa spiaggia è un’autentica meraviglia, non ha prezzo. 

Il nome Pizzo ( = becco d'uccello, punto sporgente) si attaglia perfettamente al promontorio tufaceo che sporge sul mare, elevandosi dalla foce del fiume Angitola, fino alla spiaggia della Marina, dove fu collocato nel XV secolo anche il piccolo forte Aragonese, detto oggi Castello Murat, per i tragici eventi del 13 ottobre 1815.

La posizione forte, e il castello favorirono la crescita del borgo marinaro, anche per la fortunata attività di pesca del tonno. Per secoli, i tonni, nel mese di maggio giugno, raggiungevano a milioni le spiagge del golfo di S. Eufemia, e ivi sorsero le famose tonnare di Bivona, e di Pizzo. Proprio a fianco della Chiesa della Piedigrotta, nella spiaggia denominata Prangi, nella zona detta Centofontane, per l'esistenza ancora attuale di moltissime fonti di acqua dolce, il rais ed i suoi uomini collocavano, fino agli anni settanta la tonnara che veniva tenuta da cavi che partivano dalle rocce a terra, sotto l'attuale Chiesa di S. Francesco di Paola. Nelle rocce a mare ci sono le tracce di questa attività. È crollato l'arco di pietra che teneva il cavo, ma si notano piscine, scale, scavi, vaschette, irrorati dalle fonti di acqua dolce oggi poco copiose, dove probabilmente si lavavano i tonni. Nel mare appaiono sommersi oggi cinque lunghi moli perpendicolari, in località Prangi /CentoFontane / grotta del Bue.

Nella zona Piedigrotta /Prangi sono quasi crollate le grotte del Bue (si pensa che ci fosse ancora in epoca ottocentesca la foca monaca, detta bue marino), e del Saraceno /Centofontane. La grotta del Saraceno, immensa, oggi pericolante è oggetto di una tradizione secondo cui per anni fosse usata dai pirati saraceni e barbareschi, come deposito delle prede e delle persone catturate nelle incursioni nei paesi dell'interno. Ciò è possibile considerando che quella zona del litorale è rimasta spopolata per secoli proprio a causa dell'incessante azione banditesca di pirati di diversa origine, impegnati nella cattura del bestiame umano (schiavi), forza motrice dell'antichità. Pizzo era famosa in epoca borbonica come località di arrivo della nave postale da Napoli, anche se non aveva un porto vero e proprio, e come posto di provenienza di pesci prelibati, in primis il tonno, fresco o sott'olio. I re Borboni spesso si facevano portare il tonno ed altri pesci, per cui Pizzo andava famosa.

Proprio in questo luogo, il castello Aragonese, fu tenuto prigioniero e in seguito condannato a morte Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone Bonaparte. Venne fucilato il 13 ottobre 1815, dopo alcuni giorni di prigionia e un processo fatto nella sala principale del castello e fu poi sepolto nella chiesa di San Giorgio. Oggi il castello aragonese di Pizzo viene denominato Castello Murat. All'interno del Castello c'è il museo provinciale murattiano.

Le specialità gastronomiche di Pizzo sono:

Il tonno sott'olio;

I gelati ed i semifreddi;

I "Surici".

Il tonno sott'olio è prodotto da varie industrie locali che trasformano in pregiati prodotti di eccellenza il tonno catturato nelle locali tonnare da tempo immemorabile.

Il tartufo di Pizzo e la nocciola imbottita si possono gustare nelle molte e vivaci gelaterie nella piazza del paese. Il tartufo rappresenta uno dei fiori all'occhiello della gelateria di Pizzo.

I surici, eccellenti pesciolini pescati localmente si possono gustare nei vari ristoranti di Pizzo. (fonte wikipedia)

Pizzo
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Benvenuti a Pizzo, uno dei posti più incantevoli di tutta la Costa degli Dei, dove l'ospitalità degli abitanti si sposa con l'incantevolezza dei luoghi e del mare ...